"Tutte le mie cose preferite o quasi sono da fare in due. Molte ho trovato il modo di farmele piacere anche quando le faccio da sola, per esempio: vedere certi film, ma quando arrivo alla fine vorrei alzare lo sguardo e trovare uno sguardo in cui si legga una cosa del tipo, ho capito esattamente quello che mi stai dicendo, quello che hai provato, e so che hai visto cose che io non ho visto, e so che ho visto cose che tu non hai visto, e quando vuoi possiamo parlarne. Invece mi alzo dalla poltroncina in fila E che tutti se ne sono già andati e il ragazzo che sistema la sala tra un film e l’altro mi mette fretta mentre io mi infilo il cappotto, scendo le scale, affondo nella moquette e ricomincio a respirare solo davanti alla vetrina della libreria.
Anche andare in libreria l’ho fatto diventare un piacere solitario. Leggo incipit e guardo copertine e sfoglio libri fino alla pagina dei ringraziamenti e prendo appunti su cose che mi fanno ridere o arrabbiare, ma solo a metà, che poi ci penso e non si tratta solo di essere in due, si tratta anche di essere con la persona giusta, a fare queste cose, o il respiro è stonato, il film ti dici che sarebbe stato meglio guardarlo da sola, il giro in libreria diventa una tortura da fare veloce mentre l’altra persona guarda l’orologio come se ci fosse altro da fare, qualcosa di più importante.
È bello leggere, ma è più bello se quando mi fermo a sottolineare una frase la posso leggere a qualcuno, lentamente; senti? Capisci perché mi è piaciuta? È bello ascoltare la musica ma è più bello cantare in due su un letto sfatto, è bello fare una lunga doccia bollente ma è più bello quando qualcuno ti insapona la schiena o ti aspetta nella stanza accanto per annusarti il bagnoschiuma nuovo – è bello tutto, quando ci sei tu.
Era.
C’eri.
Sarebbe.
Ci fossi."
Yellow letters
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