martedì 25 agosto 2015

....da far male al cuore...
di Rafael Zoehler

La morte è sempre una sorpresa. Nessuno se l’aspetta. Nemmeno i malati terminali pensano di morire nel giro di un giorno o due. Nel giro di una settimana, forse. Ma solo se quella settimana è la prossima.
Non siamo mai pronti. Non è mai il momento giusto. Non avremo mai fatto tutte le cose che volevamo fare. La fine arriva sempre di sorpresa, un momento di dolore per chi resta vedovo e di noia per i bambini piccoli che ancora non capiscono davvero cos’è un funerale (grazie a Dio).
Con mio padre non fu diverso. Anzi, la sua morte arrivò ancora più inattesa. Se lo portò via all’età di 27 anni, la stessa in cui sono morti tanti musicisti famosi. Un’età troppo giovane. Mio padre non era un musicista e nemmeno era famoso. Il cancro non si sceglie le vittime. Se lo portò via quando ero piccolo e fu così che imparai cos’è un funerale. Avevo otto anni e mezzo, abbastanza per sentire la sua mancanza per il resto della mia vita. Se fosse morto prima, non avrei avuto tanti ricordi. Non avrei provato tanto dolore. Ma non avrei avuto un padre nella mia vita. E ce l’ho avuto, un padre.
Ho avuto un padre che sapeva essere sia severo che divertente. Il tipo di padre che faceva battute scherzose prima di mettermi in castigo, per alleviare la punizione. Un padre che mi dava la buonanotte con un bacio sulla fronte. Un’abitudine che poi ho ripreso io stesso con i miei figli. Un padre che mi costringeva a tifare per la sua squadra di calcio preferita e mi spiegava le cose per filo e per segno, con più pazienza di mia madre. Capite cosa intendo? Un padre così è un padre che ti manca.
Non mi disse mai che stava per morire, nemmeno quando finì in un letto d’ospedale attaccato a tubi di ogni tipo. Mio padre aveva fatto piani per l’anno dopo, sapendo che non sarebbe arrivato al mese dopo. L’anno dopo saremmo andati a pesca, in viaggio, a visitare posti che nessuno di noi conosceva. L’anno dopo sarebbe stato incredibile.
Ho vissuto quel sogno con lui.
Forse pensava che fare così gli avrebbe portato fortuna. Anzi, ne sono sicuro. Era superstizioso. Pensare al futuro fu il suo modo di mantenere l’ottimismo. Quel disgraziato mi ha fatto ridere fino alla fine. Lo sapeva, ma non me l’ha mai detto. Non mi ha mai visto piangere al pensiero di perderlo.
E improvvisamente, l’anno dopo era finito prima ancora di cominciare.
Mia madre mi venne a prendere a scuola e andammo in ospedale. Il medico diede la notizia con tutta la sensibilità che i medici perdono nel corso degli anni. Mia madre pianse. Aveva sempre mantenuto un briciolo di speranza. Ognuno di noi ne ha sempre un po’ fino all’ultimo. Per me invece fu un colpo improvviso. Cosa voleva dire? Non era solo una di quelle malattie normali che i medici curano con un paio di iniezioni? Padre, come ti ho odiato. Mi avevi mentito. Non ero triste, padre, ero arrabbiato. Mi sentivo tradito. Urlai di rabbia in ospedale, finché non capii che mio padre non era lì a mettermi in castigo. Piansi.
Ma poi mio padre fu di nuovo mio padre. Venne un’infermiera a consolarmi, portandomi una scatola da scarpe con dentro decine di buste sigillate, ognuna con una frase al posto dell’indirizzo del destinatario. Scosso com’ero da lacrime e singhiozzi, non capivo cosa stava succedendo. Poi la stessa infermiera mi consegnò una lettera, l’unica rimasta fuori dalla scatola.
“Tuo padre mi ha chiesto di consegnarti questa di persona e di dirti di aprirla. Ha passato tutta la settimana a scrivere queste lettere e ha detto che erano per te. Devi essere forte”, disse l’infermiera con un abbraccio.
La busta che mi consegnò diceva “QUANDO NON CI SARÒ PIÙ”. La aprii.


Figliolo,
quando leggerai questa lettera, sarò già morto. Mi dispiace, lo sapevo che stavo per morire.
Non volevo dirti che cosa sarebbe successo, non volevo vederti piangere. A quanto pare ha funzionato. Penso che un uomo che sta per morire abbia il diritto di essere un po’ egoista.
Be’, come puoi vedere, ho ancora molto da insegnarti, dopo tutto non sai proprio nulla della vita, ecco perché ti ho scritto tutte queste lettere. Le potrai aprire solo quando sarà il momento giusto, il momento che ho scritto su ogni busta. Questo è il nostro patto, ok?
Ti voglio bene. Abbi cura di tua madre, sei tu l’uomo di casa ora.
Bacio, papà.


PS: Non ho lasciato lettere a tua madre. A lei però va la mia auto.


E già la sua calligrafia tutta scarabocchi mi fece smettere di piangere. A quel tempo non era così facile stampare come lo è oggi. La sua lettera scribacchiata a mano, che da bambino di otto anni a malapena riuscivo a decifrare, mi calmò. Mi fece sorridere. Era il modo di fare di mio padre. Come la battuta scherzosa per rendere più tollerabile la punizione.
Quella scatola diventò per me la cosa più importante al mondo. Vietai a mia madre di aprirla, di leggere le lettere. Erano tutte mie, solo per me. Imparai a memoria ogni momento della vita in cui avrei potuto aprire ogni lettera e leggere quello che mio padre mi aveva lasciato. Ma ci sarebbe voluto molto tempo prima che arrivasse ognuno di quei momenti. E me ne dimenticai.
Passarono sette anni e dopo il trasloco in un’altra casa non avevo idea di dove fosse finita la scatola. Non mi ricordavo. E quando non ricordi qualcosa, non ci pensi più. Se una cosa sfugge alla tua memoria, non è andata persa davvero. Semplicemente non c’è. Come i soldi rimasti nella tasca dei pantaloncini.
E poi ecco cosa è successo. L’adolescenza e il nuovo fidanzato di mia madre scatenarono quello che mio padre sapeva che un giorno sarebbe successo. Mia madre ebbe diversi fidanzati e io ho sempre capito. Non si è mai risposata. Non so perché, ma mi piace credere che l’amore della sua vita fosse ancora mio padre. Il nuovo fidanzato però era ridicolo. Pensavo che non fosse degno di lei, che lei si stesse umiliando a frequentarlo. Lui non aveva nessun rispetto per lei. Una donna come mia madre si meritava di meglio di un tizio che aveva incontrato in un baraccio.
Ricordo fino ad oggi lo schiaffo che mi diede quando pronunciai la parola “baraccio”. Me l’ero meritato, lo ammetto. Con gli anni l’ho capito. In quel momento, con la pelle della guancia che mi bruciava, mi ricordai della scatola e delle lettere – di una lettera in particolare che diceva sulla busta: “QUANDO AVRAI IL LITIGIO PEGGIORE DI TUTTI CON TUA MADRE”.
Corsi in camera da letto e mi misi a frugare tra la mia roba, il che mi fece guadagnare un altro schiaffo da mia madre. Trovai la scatola all’interno di una valigia sopra l’armadio. Il limbo. Cercai tra le buste. Notai che mi ero scordato di aprire la busta “QUANDO AVRAI IL TUO PRIMO BACIO”, mi odiai un po’ per averla saltata e decisi che l’avrei letta subito dopo. “QUANDO PERDERAI LA VERGINITÀ” era la busta successiva, che speravo proprio di poter aprire molto presto. Alla fine trovai quella che stavo cercando e l’aprii.


Chiedi scusa.
Non so il motivo del litigio e non so chi abbia ragione. Ma so che è tua madre. Quindi il modo migliore per risolvere questo problema è con umili scuse. E intendo, scuse vere e proprie, a capo chino e con la coda tra le gambe.
È tua madre, figlio mio. Ti ama più di ogni altra cosa nella vita. Sai, ha scelto di averti con il parto naturale, perché qualcuno le aveva detto che era meglio per te. Hai mai visto un parto naturale? C’è una dimostrazione d’amore più grande di quella?
Vai a chiedere scusa. Lei ti perdonerà. Non tirarla per le lunghe.
Bacio, papà.


Mio padre non era certo un grande scrittore, era un impiegato di banca, ma le sue parole ebbero un grande effetto su di me. C’era più maturità in quelle parole che nei miei quindici anni di vita. (Non che ci volesse molto).
Corsi in camera di mia madre e aprii la porta. Stavo piangendo quando lei, pure in lacrime, girò la testa e mi guardò negli occhi. Non mi ricordo cosa mi urlò, qualcosa del tipo “Che cosa vuoi?”. Ma mi ricordo che andai da lei e l’abbracciai, con ancora in mano la lettera di mio padre, la carta già vecchia che si stropicciava tra le mie dita. Mi abbracciò di nuovo e restammo in silenzio per non so quanti minuti.
La lettera di mio padre la fece tornare a ridere subito dopo. E dopo aver fatto pace, parlammo un po’ di lui. Mi raccontò di alcune stranezze che aveva, come mangiare il salame con la marmellata di fragole. In qualche modo, sentivo che lui era lì con noi. Io, mia madre e un pezzo di mio padre, un pezzo che aveva lasciato in quella lettera. Che bellezza.
Non molto tempo dopo, arrivò il momento di leggere “QUANDO PERDERAI LA VERGINITÀ”.


Congratulazioni, figliolo.
Non preoccuparti, con il tempo sarà sempre meglio. Ogni prima volta è uno spreco. La mia è stata con la donna più brutta del mondo, per esempio. Era anche una prostituta, tra l’altro.
Il mio più grande timore è che tu abbia letto la scritta sulla busta e chiesto a tua madre che cos’è la verginità quando era ancora troppo presto. O peggio, che tu abbia letto quello che ho appena scritto senza nemmeno sapere che cos’è la masturbazione (lo sai, vero?). Ma non saranno affari miei, giusto?
Bacio, papà.


Mio padre mi ha accompagnato per tutta la mia vita. Era sempre con me. Non potrei contare le volte che le sue parole mi hanno dato quella forza che nessun altro avrebbe potuto darmi. Con quelle lettere, ha sempre trovato un modo di regalarmi un sorriso in un momento di tristezza o di alleggerire i miei pensieri in un momento di rabbia.
“QUANDO TI SPOSERAI” mi commosse, ma non tanto quanto “QUANDO DIVENTERAI PADRE”.


Figliolo, ora scoprirai che cos’è il vero amore. Scoprirai che per quanto ami tua moglie, c’è un amore più grande ancora ed è quello che senti per questa piccola creatura. Non so nemmeno se sia maschio o femmina. Sono un cadavere, non un sensitivo.
Goditela, è la sensazione migliore del mondo. Il tempo passa in fretta, quindi cerca di essere presente tutti i giorni. Non ti perdere nemmeno un attimo: non tornano più. Cambia tu i pannolini, fai tu il bagnetto, fai da esempio. Sono sicuro che hai quello che serve per essere un ottimo padre, proprio come me.


La lettera più dolorosa della mia vita è stata anche la più breve di mio padre. Credo che abbia sofferto nello scrivere quelle quattro parole tanto quanto io ho sofferto nel vivere quel momento. Ci vollero altri anni, ma un giorno arrivò il momento di leggere “QUANTO TUA MADRE SE NE SARÀ ANDATA”.


È tutta mia ora.


Una battuta scherzosa. Un pagliaccio triste che nasconde le lacrime dietro un sorriso dipinto. Era l’unica lettera che non mi ha strappato un sorriso, ma capisco il motivo.
Ho sempre rispettato il patto con mio padre. Non ho mai letto una lettera prima del momento giusto. Tranne per “QUANDO SCOPRIRAI DI ESSERE GAY”, naturalmente. Sapendo che non sarebbe mai venuto il momento di aprire quella busta, l’ho aperta molti anni fa. Era una delle lettere più divertenti, tra l’altro.


Be’, che posso dire? Meno male che sono già morto.
Ma lasciamo stare le battutacce, voglio dirti una cosa seria (capita raramente, lo so). Il vantaggio di essere mezzo morto è capire che la gente si fissa troppo su cose che non contano molto. Pensi davvero che cambierebbe qualcosa per me, figliolo?
Non essere stupido. Sii felice.


Aspettavo sempre che arrivasse il momento giusto per aprire le buste che restavano. Per leggere la lettera successiva, imparare la nuova lezione che mio padre aveva voluto darmi. Incredibile, quanto un uomo che aveva vissuto solo 27 anni avesse ancora da insegnare a un uomo di 85 come me.
Ora, sdraiato in un letto d’ospedale con tubi nel naso e nella trachea (cancro maledetto), muovo le mie dita sulla carta sbiadita dell’ultima busta non ancora aperta. “QUANDO ARRIVERÀ LA TUA ORA”, dice lo scarabocchio ormai quasi invisibile.
Non voglio aprirla. Ho paura. Non voglio credere che sia arrivato il mio momento. La speranza, ricordate? Nessuno crede di star per morire oggi.
Faccio un respiro profondo e apro.


Ciao, figliolo, spero che tu sia un uomo vecchio ora.
Sai, questa è stata la lettera più facile da scrivere. La prima che ho scritto. La lettera che mi ha liberato dal dolore di perderti. Credo che essere vicini alla fine sgomberi la mente e lasci liberi di poterne parlare.
Nei miei ultimi giorni ho pensato alla vita che ho avuto. Una vita breve, sì, ma che mi ha reso molto felice. Sono stato tuo padre e il marito di tua madre. Che altro avrei potuto volere di più? È questo pensiero che mi ha dato la pace. Che possa trovarla anche tu allo stesso modo.
Un consiglio: non avere paura.
PS: mi manchi.

lunedì 3 agosto 2015

 L’ho capito prima di te che era finita. L’ho capito senza che tu dicessi o facessi niente. Ho capito che non avrebbe funzionato, che non avremmo resistito a lungo . E così è stato. All’improvviso ho sentito come uno strappo, un dolore lancinante, come se mi fossi rotta in mille pezzi. E ho capito che non saresti tornato. Che noi due non saremmo mai tornati, e che era inutile aspettarti perché io nella tua vita non c’ero già più, o forse non ci sono mai stata. È successo così. La vita è esplosa e ci ha divisi per sempre...divisi...proprio come 6 mesi fa. E adesso non posso far altro che raccogliere ciò che resta della mia vita e andare avanti, senza di te. forse  fingerò di non averti mai incontrato, di non aver mai sentito il tuo sapore, di non sapere cosa si prova a stare tra le tue braccia. Fingerò che in fondo è stato meglio così. Fingerò fino a convincermi che sia la verità. spero non dimenticherai mai ciò che siamo stati... mi sento così vuota...ho la morte dentro e sono chiusa nel negozio in attesa che mi passi perchè nulla riesce a farmi sorridere in questo momento e non mi va che qualcuno mi veda così. ricordo le parole di Susanna Casciani... mai parole furono piu' vere...volevo condividerle con te... volevo che questo messaggio arrivasse al tuo cuore piu' che ai tuoi occhi...perchè io non ho conosciuto la persona che ho guardato in questi 6 mesi...ma ho amato quello che pensavo fossi da una vita intera.
"Ti mancherò, questo è certo. Abbiamo fatto troppe volte l’amore per non mancarci, e l’abbiamo fatto troppo bene per non ripensarci più, per metterci semplicemente una pietra sopra. Macché pietra e pietra, torneremmo fuori anche dal fondo di un pozzo, io e te. Il nostro ricordo.
Ti mancherò esattamente come tu mancherai a me. Abbiamo fatto troppe cose insieme e le dimenticheremo tutte, lentamente, ma non potremo mai cancellare le sensazioni, quelle no, quelle si trasformeranno in vuoti e cercheremo invano di riviverle altrove, cercheremo e ci ritroveremo sempre più soli. Ti mancherò, ma non tornerai. Anche questo è certo. Perché per quanto fosse amore, e lo era-bada bene-lo era, per quanto fosse amore non mi sapevi guardare. Guardarmi ti spaventava, avermi ti spaventava. Scapperai ogni giorno, ogni maledettissimo giorno, da me, e scappando sognerai di baciarmi ancora una volta, ma non tornerai, perché sai che ti direi di sì, ancora e ancora sì, che con te non ci sarà nuova vita che terrà, non ci sarà presente per quanto sereno a trattenermi, con te sarà sempre sì, e per te sarà sempre un casino, così vai pure, ti mancherò, ma mai abbastanza."dimenticavo... (∂ + m) ψ = 0 ....
L’ho capito prima di te che era finita. L’ho capito senza che tu dicessi o facessi niente. Ho capito che non avrebbe funzionato, che non avremmo resistito a lungo . E così è stato. All’improvviso ho sentito come uno strappo, un dolore lancinante, come se mi fossi rotta in mille pezzi. E ho capito che non saresti tornato. Che noi due non saremmo mai tornati, e che era inutile aspettarti perché io nella tua vita non c’ero già più, o forse non ci sono mai stata. È successo così. La vita è esplosa e ci ha divisi per sempre...come 6 mesi fa. E adesso non posso far altro che raccogliere ciò che resta della mia vita e andare avanti, senza di te.  Fingerò di non averti mai incontrato, di non aver mai sentito il tuo sapore, di non sapere cosa si prova a stare tra le tue braccia. Fingerò che in fondo è stato meglio così. Fingerò fino a convincermi che sia la verità.

Ovunque tu sia, spero che non ti dimenticherai mai ciò che siamo stati.
“Spegnimi una sigaretta addosso.”
“Cosa?”
“Spegnimi una sigaretta addosso. Voglio che mi rimanga un segno di te.”
“Ma sei impazzita? Guarda che fa male!”
“No, te lo dico io cosa fa male. Fa male aspettare per giorni un messaggio che non arriva, fissare per ore un telefono che non squilla. Fa male non vederti e non poterti chiamare per dirti "Ehi, ci prendiamo un gelato?”. Fa male addormentarsi ogni notte chiedendosi cosa starai mai facendo tu. Fa male pensare che tra poco sarai a più di duemila chilometri da me, che non mi chiamerai più per sapere cosa c'è da studiare, che non ci saranno più serate passate insieme ubriachi a discutere dell'immortalità. Farà male quando farà freddo e non ti potrò abbracciare, quando verrà Natale e non ci faremo nessuna foto con il cappello rosso in testa. Farà male anche quando sarò felice e non te lo potrò dire, quando avrò voglia di stare con te e allora mi metterò a riguardare le nostre foto. Farà male quando tornerò a Parigi e non ci sarai più tu a stringermi davanti alla Tour Eiffel. E farà male quando bacerò un altro e penserò a te, quando studierò tutte quelle formule strane di cui abbiamo parlato tante volte. Farà male quando una sera d'estate, guarderò un cielo pieno di stelle e mi sembrerà di averti ancora accanto a me. Lo so, lo so che mi hai fatto male, e me ne farai ancora, quindi adesso spegnimi quella sigaretta addosso, perché mi voglio ricordare sempre che, nonostante tutto il male, io ti ho amato lo stesso. Nonostante tutto, ne è valsa la pena.“

te ne puoi andare da tutte quelle puttane ma quando ti mancherà ricevere un abbraccio piuttosto che una lingua in bocca non girarti indietro da me ma prosegui dritto a fanculo!
è con la morte nel cuore che stasera scrivo sul mio blog...
mi sento come se mi avessero ficcato un coltello dritto nello stomaco....e ci stessero giocando un pò mentre fiumi di sangue scendono senza fermarsi un solo istante...
oggi si è chiusa una parentesi importante della mia vita...oggi si è spento il sole... è vero...sono solo 6 mesi che ne sono pazzamente innamorata.....ma sono almeno 6 anni che non faccio altro che sperarci..almeno un pò... e sotto sotto anche lui lo voleva.............o almeno credo...così diceva....ora non lo so piu'.
oggi è un giorno nero...oggi ho l cuore a pezzi..oggi mi sento sola...oggi vorrei morire.
mi sento spenta ed insoddisfatta......ho continuato a giustificarlo..ad amarlo...ad assecondarlo... e lui...progettava cn me.................e non solo con me.
oggi devo obbligatoriamente, ancora una volta, dire che gli uomini sono tutti uguali.
non potrei fare altrimenti....non potrei nel modo piu' assoluto dire il contrario.
oggi mi fa male il cuore.....oggi realizzo ancora una volta che il mio destino non è questo...
l'amaro..il disgusto...la tristezza...l'odio......il disprezzo..........mentre tu fai i progetti con qualcuno..quel qualcuno li sta facendo con te ed altre ..persone. purtroppo, speravo non fosse così..e ci ho sperato per 30 anni... non fidatevi mai di nessuno....e ricordatevi..che un uccello posato sul ramo non ha mai paura che il ramo si spezzi, perchè la sua fiducia non è nel ramo...ma nelle sue ali. conta solo su di te.

giovedì 25 giugno 2015

"Tutto ciò che ho capito sull’amore è che chi se lo merita non ne riceve nemmeno una briciola."

"Ogni sera andavo a dormire senza spegnere il cellulare. La mattina seguente vedevo che non c’erano state chiamate e mi rattristavo. L’umore si faceva nero, e cominciava un’altra giornata di attesa. Attesa di qualcosa che non arrivava mai. Nelle giornate di attesa, fuori dalla finestra è sempre buio. E qualsiasi cosa si faccia si è sempre scontenti."
Banana Yoshimoto

"Al tempio c’è una poesia intitolata “la mancanza”, incisa nella pietra.
Ci sono 3 parole, ma il poeta le ha cancellate.
Non si può leggere la mancanza, solo avvertirla."
Memorie di una Geisha.

"Gli uomini non hanno amiche: hanno ex, trombamiche, occasioni fallite, potenziali, amori non confessati, future relazioni, infatuazioni e quella semplice voglia di entrare dentro un utero femminile perché è il posto dove ci si sente più protetti al mondo. Ma un’amica no, quello mai."



"Buona fortuna vita. Buona fortuna amore e niente più dolore."
Nesli
"Ti auguro qualcuno che ti svegli con un bacio la mattina del giorno del tuo compleanno. Qualcuno che non abbia paura di amarti. Ti auguro qualcuno che sappia aspettarti, perchè sapere che c’è qualcuno pronto a questo è bellissimo. Ti auguro qualcuno che non si stanchi, perchè l’amore è immune alla stanchezza, ai dubbi e ai ‘non lo so’. Qualcuno che ti abbracci con dolcezza, qualcuno che si accorga dei tuoi occhi lucidi, e che ti abbracci, ti abbracci forte. Ti auguro qualcuno che ti ami tanto, troppo, e che te lo dica. Che te lo dica spesso, sempre. Ti auguro tutto questo, perchè un pò meno non sarebbe abbastanza."

"Quando le persone ti lasciano, come dice la parola «la-scia-no», non dovrebbero lasciare scia, vale a dire: nessun ricordo, nessun rimpianto."

lunedì 8 giugno 2015

Ti mancherò, questo è certo. Abbiamo fatto troppe volte l’amore per non mancarci, e l’abbiamo fatto troppo bene per non ripensarci più, per metterci semplicemente una pietra sopra. Macché pietra e pietra, torneremmo fuori anche dal fondo di un pozzo, io e te. Il nostro ricordo.
Ti mancherò esattamente come tu mancherai a me. Abbiamo fatto troppe cose insieme e le dimenticheremo tutte, lentamente, ma non potremo mai cancellare le sensazioni, quelle no, quelle si trasformeranno in vuoti e cercheremo invano di riviverle altrove, cercheremo e ci ritroveremo sempre più soli. Ti mancherò, ma non tornerai. Anche questo è certo. Perché per quanto fosse amore, e lo era-bada bene-lo era, per quanto fosse amore non mi sapevi guardare. Guardarmi ti spaventava, avermi ti spaventava. Scapperai ogni giorno, ogni maledettissimo giorno, da me, e scappando sognerai di baciarmi ancora una volta, ma non tornerai, perché sai che ti direi di sì, ancora e ancora sì, che con te non ci sarà nuova vita che terrà, non ci sarà presente per quanto sereno a trattenermi, con te sarà sempre sì, e per te sarà sempre un casino, così vai pure, ti mancherò, ma mai abbastanza.
Susanna Casciani..

sabato 23 maggio 2015

Ci passerei ore insieme a lui, giornate intere e non mi stancherei.
Oggi mi ha chiamata spesso “amore” ma ciò che prova non è ciò che provo io. Mi ha detto ‘ti voglio tanto bene’ e ho solo sorriso al buio. È la conferma che io sto andando a mille e lui a cento. Ovvio che non mi farò mai avanti. Se mai si dovesse innamorare di me sarò la ragazza più felice sulla terra. Per ora aspetto, magari non succederà mai ma non ho niente da perdere. L'amore non lo fermi, non riesci a comandarlo. Non posso dirmi “non amarlo più perché non sei ricambiata”. Il cuore va dove vuole e si scioglie ogni volta che mi parla in modo tenero. Non ho altre parole…
“Se si vedesse coi miei occhi, non avremmo di che parlare” onemic.
“E con te avrei voluto passare tutti i momenti della mia vita, sopraffatta dai tuoi sguardi e soffocata dalle risate. Poi capii che non era possibile, che saremmo sempre rimasti due linee parallele vicinissime, quasi pronte a toccarsi ma che alla fine non s'incrociano mai.” 

giovedì 21 maggio 2015

ciao Blog... da quanto non ti dedico un pensiero?? da quanto ti leggo senza dirti nulla!?!??
.......dai tempi della L..
...sono passati esattamente 5 anni...da quando L. mi ha lasciato con quella stupida scusa....com'è che era??? ah si........"stanotte ho dormito male....ed ho sentito come se non ti amassi +...allora......ho pensato che prima o poi sarebbe finita.....e...meglio finirla subito....xchè ti voglio troppo bene x farti soffrire!!!"
.....poi...sapete no....?  ci siamo frequentati x altri 4 anni..fino a quando un giorno..è venuto qui...dicendomi che la sera sarebbe uscita con TIZIA....."ok..fai pure" ..... la rassegnazione era alle porte....forse anche la noia.....l'attesa.....il bisogno di recuperare...la paura della solitudine.....l'inutilità...l'inconsistenza e l'inesistenza di un rapporto!
..intanto si è fidanzato.......siamo rimasti in ottimi rapporti...amici.....pochi mesi fa...entra nel mio negozio...e..............m chiede di sedermi..che mi avrebbe detto qualcosa..di ....forte..... ho tanta fantasia...quindi la mia mente è arrivata fin lì....................."SEI INCINTO!?"....
....la risposta....... un pò....timorosa.............." NON IO..." ....e lì ho capito che ..sarebbe diventato padre......e non di nostro figlio.....come un tempo si parlava!!
....attimi di panico..attimi di silenzio..infiniti...........nn sapevo...non capivo......"SONO FELICE PER TE...DAVVERO, SCUSAMI...MI FA COSì STRANO! MA SONO FELICE"
intanto la mia mente vagava a ritroso in questi 5 anni...........HO PERSO 5 anni...i migliori della mia vita....li ho persi nella speranza di ricucire la nostra storia ormai finita.........li ho persi fantasticando sul futuro........il presente va così così...andra' meglio domani......ed invece...è andato di male in peggio.
.....mi ha chiesto di fotografare alle sue nozze.......ho da dire altro al riguardo.....o ....non so...posso tenermi il pensiero di ciò..solo x me?!!??
ecco...vi dirò.....la richiesta mi ha fatto meno male del previsto.....e solo x un motivo..........."LUI"... Roberto... essì, cari amici, non era per niente previso.........non credevo di rispolverare una sensazione e farne un sentimento.
Roberto lo conosco ,di vista, da 6/7 anni circa....forse qualcosina in +....inizialmente nn mi interessava, non mi piaceva....ma......a poco a poco...lentamente......ho fatto di lui il centro dei miei pensieri..
si....... lui è esattamente come vorrei che fosse l'uomo della mia vita.....ma....non so ...se poi sarà lui....troppi dubbi...troppe incertezze...troppo bene...troppo affetto.... e poco amore!
UN SENTIMENTO da identificare ancora...FORTE ma senza nome.............
ed io....ho paura.....
e se nell'attesa lui mi abbandona??? ma possibile che le mie storie amorose siano tutte così!?!? ma qualcosa di normale x me...no?!?!?!

"Non riesco in realtà a definire ciò che sei x me e cosa io provo x te. So che è qualcosa di forte però' e vorrei conoscere il nome pero di questo fottuto sentimento
Di sicuro non può continuare in eterno sta cosa"


......io cosa dovrei fare???
cioè accetto suggerimenti..GIURO!!!
mi vuole bene come una sorella..mi scoperebbe come un'amante, ed uscirebbe cn me per una birra.... come un amico!!!!
..ed io vorrei un uomo....che mi dicesse...AMORE MIO..NON VEDO l'ORA DI VEDERTI...BACIARTI ...AVERTI....non vedo l'ORA DI RITORNARE A CASA E MANGIARE CIò CHE MI HAI PREPARATO...SEPPURE FA SCHIFO, TANTO POI...CI RIDIAMO SU!! NON VEDO L'ORA DI STRINGERTI A ME DI NOTTE...QUANDO STAREMO NEL NOSTRO LETTO.....NON VEDO L'ORA DI COCCOLARTI....ED AMARTI.....NON VEDO L'ORA DI VIVERTI....XCHè LA VITA X ME SEI TU!!!! NON VEDO L'ORA DI SCOPRIRE SE SARAI L'ULTIMA...QUELLA CHE MI RESTERà ACCANTO PER UNA VITA INTERA.....NON VEDO L'ORA DI FARTI MIA PER SEMPRE......E NON VEDO L'ORA DI CAMBIAR CASA..PERCHè LA MIA è TROPPO PICCOLA...ED IN 3 NN SI STA BENE!!
ECCO...potranno essere solo parole..ma...IO NON VEDO L'ORA DI SCOPRIRE SE c'è ANCHe per me..la felicità.....io non vedo l'ora di sentirmi amata..... ed è così difficile.....così difficile....tagliare i ponti con tutti quelli che conoscevo prima di lui...è difficile non xchè avverto il bisogno di un altro....è difficile xchè in questo momento...l'unico modo per non innamorarmi di te....è concedermi altri piaceri.........fingere con me stessa che sei uno tra tanti..... se continui ad essere l'unico.......ti amerò...... e non sei pronto per ricevere il mio amore..........ed io.......ho le ossa abbastanza rotte.......mi basta così....


Ti diranno che tutto passa.

Ti diranno che tutto passa ma non ti diranno dove.
Passerà nelle vene, nelle ossa, tra i contorni del tuo viso, in ogni muscolo, in ogni goccia di sangue, tra i tuoi sorrisi, nelle tue lacrime, attraverso quel vuoto che scaverà nello stomaco.
E passerà senza pietà, senza chiederti il permesso.
E passerà, e ti cambierà.
E resisterai, e passerà.
-deryhana

mercoledì 6 maggio 2015

-Allora come va con lui?
Che dire, lui è sempre con me. 
-Oh che bello
No, non è bello. Lui è sempre dentro di me, ma terribilmente lontano. Io lo vedo, io lo sento, io ci parlo ma lui non è qui con me
-Te sei pazza
Io sono pazza di lui

lunedì 26 gennaio 2015

Senti, di correrti dietro non ne posso più. Le persone hanno diversi ritmi e non bisogna correre se non per andarsi incontro, ma tu non ti volti, quindi io sono qua. Voglio essere la donna della tua vita, abbattere ogni tua insicurezza. Infiltrarmi nello stomaco, farti sentire che ci sono anche dentro.
Ci sono troppi messaggi ancora che devo mandarti, devo far trascorrere troppo tempo per dire di averti vissuto, devo girarti lo zucchero nel té, voglio essere una tua necessità ma senza perseverare. Voglio che i miei occhi diventino lo specchio di quando ti senti brutto per farti convincere dell’assoluto contrario, darti tutte le mie forze possibili: voglio prometterti lettere d'amore ad ogni schifoso San Valentino. Voglio passare da deficiente con te ricordando quello che ho fatto per conquistarti e poi essere consapevoli di stare ancora assieme, baciarti. Voglio dormirti addosso, stringerti, rompere il muro del sogno per trovarti di fianco; dirti che sei uno stronzo, che fai delle figure di merda quando ti incazzi per niente, perdonarti, ferirci per il solo gusto di curarci reciprocamente. Voglio che la più inutile ferita di tutte sia unicamente per te il fatto che una mattina mi sono scordata di dirti che andavo via senza La carezza. La donna della tua vita, dei tuoi minuti, delle pause in cui non pensi a niente. Voglio essere l’eccezione di tutti i punti di domanda, darti risposte che ti rassicurino. Sistemarti il colletto della camicia, dirti che hai i capelli spettinati, ed il mio rossetto sulle labbra ...togliertelo con la saliva e sporcarti ancora di più ma di dirti che mi togli il fiato, con il rossetto o senza! Voglio che nelle pause, quando ti senti il mondo addosso,quando credi di non farcela, mi pensi, con l'unica certezza che io ci sarò sempre."
A.P. rivisitata
per caso mi sono imbattuta sulla pagina di una ragazza...una donna..di 38 anni...che....felice bacia suo marito il giorno del matrimonio........ad un tratto leggo questo:

18.12.2009-18.12.2014
5 anni ed è come se fosse successo ieri... Mi ritornano in mente tutti i momenti di quella mattina : tu che mi saluti, io che ti dico ci vediamo tra un paio d'ore su in ufficio, la doccia, le 20 chiamate sul telefono, io che non capisco niente, papà che mi viene a prendere, io che urlo contro il poliziotto e tu lì e non mi fanno avvicinare... Il giorno più brutto di tutta la mia vita... Manchi a me manchi a tutti... Non c'è un solo giorno in cui non ti penso in cui non ti nomino in cui non ti parlo...la vita va avanti ed anche la mia è andata avanti ma tu sarai sempre nel mio cuore P.


per un istante il mio cuore si è fermato...che ragione ha innamorarsi....se poi si rischia questo????? sono una vigliacca, lo so!! forse non merito l'amore...forse non sono in grado di accettare TUTTI i rischi dell'amore.....ma..preferirei morire io che perdere chi amo.

questo post..è la tristezza..........pochi giorni fa ho perso un caro amico.....e l'ho scoperto nel peggiore dei modi....me l'aspettavo, lo sapevo, ma.....non lo volevo...e speravo che quel giorno tardasse ad arrivare...ed invece.......due settimane fa......come di solito...... gli mando un messaggio su whatsapp....... e non ricevo alcuna risposta........non capivo...non volevo capire......pensavo stesse male...pensavo fosse stanco.....non immaginavo che di lì a poco sarebbe arrivata quella notizia devastante.
il giorno dopo arriva una risposta:

SONO LA FIDANZATA!
...Mimmo? ...dov'è? come sta?
MALE!
....ma male...come sempre..o male male?
....STA MORENDO.

.....................il gelo.... il giorno dopo...la notizia della sua morte era ufficiale......un pezzo di me è volato su in cielo........tu sai come sono realmente... tu sai..cosa voglio...e mi manchi.

14.01.2015
son passati pochi giorni dall'ultima volta che ti ho sentito...mi avevi fatto intendere...che..questa volta...non era la volta buona....ed io, in qualche modo, ti ho rimproverato...perchè...ti stavi buttando giu' ..anche se non volevo fartelo pesare. Non mi parlavi più dei tuoi progetti, non mi parlavi più delle cose da fare al ritorno, non mi parlavi piu' delle cose belle o di quel cornetto algida che dovevo portarti sotto casa....e che non avevi mai mangiato.....no, nelle tue parole sentivo solo..la paura di non tornare...la consapevolezza di non rivederci piu'. oggi, amico mio, sono sola a parlare...mi SENTO sola nel parlare o parlo da sola....come i folli!! il nostro è stato un continuo chiacchierare....discutere ....sfogarsi......dalle risate...al terrore.....alla paura di perdersi...alla paura di perdere tutto... la tua famiglia...il tuo amore...i tuoi amici.....TE... e quel giorno, inevitabilmente, è arrivato. mi hai detto tante cose...su questo giorno....ed ora mi sento così vuota..spenta..priva di un senso...mi sento così inutile.
Mi cercavi sempre dicendo che ti mettevo di buon umore...raccontandoti i miei strambi episodi che poi commentavamo insieme......ti facevo sorridere...anche quando c'era ben poco da ridere. Adesso sei insieme ad altri angeli come te, e questa cosa mi fa un male...che non so spiegare.....mi fa addirittura scrivere in modo serio, davanti a tutti.
Abbi cura di te, amico mio.... di te e dei tuoi cari...
....sarà difficile per tutti....fingere di star bene....a volte saremo forti, a volte saremo arrabbiati, a volte saremo spensierati , a volte saremo silenziosi, a volte saremo pensierosi.......altre volte saremo noi stessi.........e lì ci sarai soprattutto tu........mi mancherai tanto tanto tanto......non doveva andar così.
citandoti........
"fuck"..... a questa malattia.